In questo numero parliamo di sport, tema che abbiamo cercato di contestualizzare e riportare alla realtà del paese in cui viviamo. La scelta di questo argomento per il quinto numero de "IL XX LUGLIO" è stata dettata dal fatto che, sotto il profilo sportivo, negli ultimi mesi, la realtà del nostro piccolo comune è cambiata, o perlomeno,sta cambiando. Ho notato, peraltro con grande piacere, che da un po' di tempo a questa parte i discorsi della domenica sera davanti al bar non vertono più sugli stessi argomenti. A farla da padrone sono sempre le discussioni sul derby di turno, sul fantomatico "rigore che non c'era", sui punti di penalizzazione per gli ormai noti club sportivi, ma pescando nel mucchio del "già visto e già sentito", ormai capita sempre più spesso di trovare delle novità. Innanzitutto sul tipo di sport: dopo estenuanti discussioni calcistiche, che
hanno reso alcuni di noi "esperti inconsapevoli" di uno sport che magari seguono di riflesso o solo nelle occasioni importanti, incominciano a destare interesse e curiosità sport considerati "minori" dall'immaginario collettivo. Fermo restando, infatti, che lo sport principe resta il calcio, non si può non sottolineare come nuoto e pallavolo riescano a suscitare un interesse sempre maggiore nei ragazzi del nostro comune, non a caso in questi mesi. Gli interessi non vengono fuori dal nulla, quindi necessitano di input che per forza di cose provengono dall'ambiente in cui si vive. Se quindi oggi parliamo spesso di "vasche", di "rane" e "delfini", di quanto il cloro sia antipatico per i capelli lunghi (beh, noi donne parliamo anche di questo!), la causa è sicuramente da attribuirsi all'apertura della Piscina Comunale che finalmente, dopo tanti anni di progetti e di lavori iniziati e mai finiti, la scorsa estate ha aperto i battenti. Dopo un avvio un po' incerto, dovuto in gran parte all'inclemenza del tempo, la vera prova del nove è stata e continua ad essere la stagione invernale, con l'avvio dei corsi di nuoto che, un po' per la novità, un po' per il crescente interesse, hanno visto e speriamo continuino a vedere un gran numero di iscritti. Da non sottovalutare, a mio avviso, il fatto che a gestire la piscina siano stati chiamati dei personaggi di spicco nell'ambito della pallanuoto italiana: non è da tutti poter dire di aver appreso i rudimenti del dorso dai campioni del Posillipo! Un grande in bocca al lupo, quindi, a coloro che hanno deciso di investire in una realtà piccola come quella del nostro comune, non dimenticando però quanti, senza titoli né medaglie, collaborano alla gestione della piscina, dimostrando ogni giorno grandeprofessionalità e dedizione. Sequindi l'apertura della Piscina Comunale ha permesso
ad uno sport come il nuoto di far breccia nel cuore degli abitanti di Galluccio, diverso è il discorso della pallavolo, sport che tutti o quasi abbiamo praticato alle scuole medie, ma che puntualmente, a parte qualche "partita" in piazza o qualche torneo organizzato negli scorsi anni dal C.C.R.S. XX LUGLIO, finiva nel dimenticatoio. Da novembre invece le cose sono cambiate: grazie all'interesse di alcuni e ai finanziamenti di quanti credono che un paese come il nostro debba appoggiare e promuovere iniziative come questa, il nostro comune vanta una squadra di Volley che gioca in prima divisione e che nonostante le iniziali sconfitte ( scontate, vista l'assenza di strutture e di tradizione di questo sport, nel nostro comune) e i costi veramente elevati per sostenere un torneo del genere, va avanti con impegno, passione e spirito di gruppo. Il settore
Volley di Galluccio rientra in una realtà, quella della Polisportiva, che dallo scorso anno è stata ripristinata da Telaro Arduino e che attualmente vanta una squadra di calcio a undici e una di calcio a cinque, che militano nei campionati regionali organizzati dalla UISP. Il C.C.R.S. XX LUGLIO, da sempre impegnato nella promozione di attività a carattere sportivo, non può che guardare in modo positivo a quanti, senza scopi personali, si prodigano affinché i ragazzi del nostro comune abbiano la possibilità di dedicarsi a qualcosa di sano e costruttivo; a quanti si adoperano affinché anche un piccolo paese come il nostro possa dimostrare di avere un tessuto connettivo vitale e organizzato; a quanti decidono di investire tempo e denaro in progetti dal percorso difficile e dall'esito incerto, che non prevedono gratificazioni economiche né riconoscimenti ufficiali. Ma che importa? Vedere tanti ragazzi, il sabato e la domenica, impegnarsi in attività diverse da una partita a carte davanti al bar, non vale già il tempo e il denaro spesi? Io credo di sì.
Eva De Gregorio